lunedì 19 gennaio 2026

La Polla di Cadimare resiste e va recuperata

La Polla di Cadimare che resiste: tesi a favore di un suo recupero

In merito al destino del Campo in Ferro di Cadimare, all'interno della base della Marina Militare, di cui è previsto un ulteriore interramento e banchinamento. Al di sotto della discarica del Campo in Ferro soggiace ancora la Polla di Cadimare.

La Polla di Cadimare è un fenomeno carsico (alla Spezia possiamo dire: "fenomeno sprugolare"), ovvero una sorgente alimentata da un flusso d'acqua proveniente dal sottosuolo fessurato, tipico delle rocce calcaree come quelle del lato occidentale del Golfo.

La Lama della Spezia è infatti una formazione tettonica costituita da calcari di diversa natura che danno vita a svariati fenomeni carsici: inghiottitoi, doline e risorgive in superficie; grotte e corsi d'acqua sotterranei in profondità. Si estende dalla zona di Cassana in Val di Vara fino alle isole del Golfo: Palmaria, Tino e Tinetto.

Le rocce calcaree hanno due caratteristiche principali:

  1. Sono compatte e rigide, per cui tendono a fratturarsi a causa dei movimenti di compressione e, soprattutto, di distensione della crosta terrestre.

  2. Hanno una composizione chimica per cui reagiscono dissolvendosi in presenza di acqua arricchita dall'anidride carbonica presente nel suolo.

Di conseguenza, l’intera Lama della Spezia funziona come un immenso bacino di alimentazione (dove l’acqua piovana in parte scorre in superficie e in parte sfrutta le fratture per scendere in profondità) e di riserva. L’acqua riempie le cavità sotterranee e alimenta le risorgive carsiche, che rappresentano il "troppo pieno": quando cioè la pressione idraulica permette all'acqua di risalire tra i detriti e fuoriuscire in superficie.

Carta geologica del Golfo della Spezia di Giovanni Capellini (1863). In verde le aree contraddistinte da rocce calcaree.

La Polla di Cadimare è una delle numerose risorgive del Golfo, che rappresentano uno dei fenomeni naturalistici forse più interessanti del nostro territorio, da sempre studiato e descritto da scienziati e letterati. La Sprugola della Spezia, la Gran Polla di Maggiano, la Nympharum domus, insieme appunto alla Polla di Cadimare, non hanno rappresentato solo un'importante risorsa idrica ed energetica (forza motrice per i mulini della Piana), ma anche un rilevante fenomeno scientifico e identitario; in certi casi, come quello del promontorio che divide Marola da Cadimare, anche turistico.

Non per niente Agostino Fossati l’ha immortalata in una delle sue tele più affascinanti, di proprietà del Municipio e ora esposta nella mostra permanente accanto al Museo del Sigillo in Via Prione. Questo fenomeno naturale così insolito compariva anche in alcune guide turistiche d'epoca: in certi periodi, infatti, la pressione dell’acqua dolce era talmente forte da formare una specie di "fontanella" sul pelo dell’acqua marina, risultando una vera e propria attrazione.

Agostino Fossati. La polla di Cadimare.

Ha senso allora cercare di recuperarla? Certamente, per i motivi sopraddetti: per il suo interesse scientifico, culturale e per la sua testimonianza storica. In tal senso, andrebbe custodito e fatto conoscere l’intero "sistema delle risorgive carsiche della Spezia" (con particolare riferimento al laghetto della Sprugola), uno dei caratteri geografici e idrogeologici salienti del nostro magnifico Golfo.

Ma è possibile? Presumibilmente sì, visto che la Polla continua a esistere. Lo dimostra il fatto che il muro di contenimento della discarica del "Campo in ferro", che ne ha preso il posto, continua a subire i dissesti causati proprio dalla risorgiva, come evidenziato dalle prospezioni geologiche realizzate dal Prof. Giovanni Raggi su incarico della Marina negli anni '80.

Sezione del Campo in Ferro con affioramenti delle acque della Polla e conseguente dissesto della banchina. Ridisegnato da G. Raggi. Il sottosuolo della Spezia: le rocce, i terreni, le acque (Accademia lunigianese di Scienze G. Capellini, 2007)

Conviene alla Marina Militare? Dovrebbe, visto che tali fenomeni naturali sono conseguenza di fattori non controllabili dall’uomo: parliamo di spostamenti di volumi immensi d’acqua dovuti a un equilibrio che si realizza su superfici geografiche vastissime. Qualsiasi riempimento o confinamento, come quello ipotizzato recentemente, verrebbe prima o poi minato alle fondamenta.

Ma cosa ce ne facciamo se la vista rimarrà preclusa? L’area è attualmente interdetta perché militare e interessata dagli ampliamenti della cosiddetta "Base Blu". Tuttavia, occorre valutare che si tratta di un fenomeno naturale che crea condizioni particolari, sia localmente (microhabitat) sia a più ampio raggio, generando quelle condizioni di acque salmastre ideali per la proliferazione dei mitili e favorendo quindi la mitilicoltura.

In questa fase di crisi ambientale, che purtroppo andrà aggravandosi, recuperare gli ecosistemi è fondamentale: renderà il nostro ambiente più resiliente, ovvero capace di resistere a eventi estremi. Senza contare la potenziale importanza della risorsa idrica in un futuro in cui l'acqua dolce sarà sempre più rara e preziosa.

C’è infine un fattore storico-sociale. La trasformazione del Golfo in Piazzaforte marittima per la costruzione dell’Arsenale è stata una delle più grandi mutazioni subite da un territorio italiano per un intervento statale. La Spezia e le sue adiacenze vennero stravolte nei connotati. Le popolazioni del tempo pagarono caro l’avvento dell’Arsenale: spazi immensi espropriati ed un’economia rivoluzionata. Fu l’inizio di una servitù militare in cui la città guadagnò in occupazione, ma pagò caramente in termini di ambiente e salute.

Oggi occorre che lo Stato riconosca finalmente il prezzo pagato dalla comunità spezzina e si impegni per favorire il recupero ambientale e la rinaturalizzazione dei siti. La Polla di Cadimare può rappresentare, da questo punto di vista, un elemento simbolico ma anche concreto di altissimo valore.